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13 marzo 2019

Italia in ritardo sulle sanzioni da individuare contro chi non rispetta il Regolamento n. 425/2016 sui DPI; la Commissione Europea avvia procedura di infrazione, ma il decreto c’è

di Annalisa Spedicato

La Commissione Europea ha avviato le procedure di infrazione per 15 Stati membri, tra cui anche l'Italia, colpevoli del fatto di non aver rispettato gli obblighi previsti dalle norme armonizzate dell'UE aventi ad oggetto gli impianti a fune, i dispositivi di protezione individuale e gli apparecchi che bruciano carburanti gassosi.

Con specifico riferimento ai dispositivi di protezione individuale [articolo 45 del regolamento (UE) 2016/425], gli Stati membri avrebbero dovuto istituire sistemi sanzionatori tesi ad impedire agli operatori economici la violazione delle norme armonizzate e notificare alla Commissione le disposizioni sanzionatorie adottate entro il 21 marzo 2018.

La Commissione sta per inviare lettere di costituzione in mora a 15 Stati membri per la mancata adozione o notifica di provvedimenti sanzionatori.

In particolare, il nostro Paese riceverà una lettera di costituzione in mora per aver violato l'art. 45 del Regolamento n. 425 del 2016 sui dispositivi di protezione individuale e, quindi, per non aver adottato nei tempi indicati dal Regolamento norme sui sistemi sanzionatori contro gli operatori che ancora non rispettano gli obblighi imposti dal regolamento e non aver notificato tali sistemi alla Commissione europea.

L'art. 45 del suddetto regolamento, infatti, impone agli Stati membri di individuare norme interne sulle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni del regolamento, da parte degli operatori economici, norme che possono includere sanzioni penali in caso di violazioni gravi e di comunicare tali norme alla Commissione al più tardi entro il 21 marzo 2018. Lo stesso articolo all'ultimo comma stabilisce che gli Stati membri debbano adottare ogni provvedimento necessario per assicurare l'applicazione delle norme sulle sanzioni da irrogare in caso di violazione, da parte degli operatori economici, delle disposizioni del regolamento.

Si rammenta che il Regolamento n. 425/2016 è entrato in vigore il 21 aprile 2018. Il nostro Paese solo in data 11 marzo 2019, con un anno di ritardo dalla data imposta agli Stati membri dal regolamento per l'adozione delle norme sulle sanzioni da applicare nei confronti di chi contravviene alla disciplina in materia di DPI, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 17 del 19 febbraio 2019 contenente: Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio, con il quale interviene anche ai sensi dell'art. 45 del Regolamento n. 425/2016 prevedendo sanzioni onerose, anche di natura penale, a carico dei fabbricanti che mettono in commercio prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato II del regolamento DPI nonchè a carico degli importatori che immettono sul mercato DPI non conformi ai requisiti suddetti, oltre che a carico di chiunque appone o fa apporre marcature, segni ed iscrizioni che possono indurre in errore i terzi circa il significato o il simbolo grafico, o entrambi, della marcatura CE ovvero ne limitano la visibilità e la leggibilità. In tal caso specifico è prevista  una  sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro sino a 6.000 euro; la medesima sanzione è fissata anche a carico di chiunque promuova pubblicità per DPI che non rispettano le prescrizioni del regolamento.

Si impone, inoltre, che la documentazione relativa ai metodi di attestazione di conformità nonchè le istruzioni e le avvertenze  dei  DPI  prodotti  o commercializzati in Italia devono essere redatte in lingua italiana o anche in lingua italiana.

Il nuovo decreto legislativo conferisce al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali le funzioni di organi di vigilanza per controllare il rispetto della disciplina in materia di Dispositivi di Protezione Individuale, nell'ambito delle rispettive competenze. Si attendono adesso i decreti attuativi che dovranno essere emanati entro i prossimi 60 giorni.

Tornando invece alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea, l'Italia (come gli altri Stati destinatari dei provvedimenti della Commissione) dovrà replicare alle argomentazioni presentate dalla Commissione entro i prossimi due mesi e probabilmente con l'adozione del suddetto decreto, potrà sfuggire alla comminazione di sanzioni.

 


Annalisa Spedicato

Avvocato esperto in IP, ICT e Privacy