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15 luglio 2026

Foreign Subsidies Regulation: la Commissione europea conferma l'efficacia del regolamento e prepara una revisione mirata per ridurre gli oneri amministrativi

A tre anni dall'entrata in vigore del Foreign Subsidies Regulation (FSR), la Commissione europea ha pubblicato la prima valutazione complessiva dell'applicazione del regolamento (Regolamento (UE) 2022/2560), concludendo che lo strumento ha raggiunto il proprio obiettivo principale, ossia quello di contrastare le distorsioni della concorrenza nel mercato interno derivanti da sovvenzioni concesse da Stati terzi alle imprese operanti nell'Unione Europea. Pur riconoscendo la solidità dell'impianto normativo, la Commissione ha annunciato l'intenzione di introdurre una serie di modifiche procedurali volte a semplificare gli adempimenti per imprese e amministrazioni, senza compromettere l'efficacia dei controlli.


Come si legge nel comunicato pubblicato dalla Commissione europea, l
a relazione di riesame, prevista dall'articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2022/2560, evidenzia come il Foreign Subsidies Regulation si sia affermato quale strumento essenziale per garantire condizioni di concorrenza eque all'interno del mercato unico europeo.

Secondo la Commissione, il regolamento ha dimostrato particolare efficacia nei tre principali ambiti di intervento.

Il primo riguarda il controllo delle operazioni di concentrazione. Le procedure di notifica preventiva consentono alla Commissione di verificare se eventuali contributi finanziari ricevuti da governi extra-UE possano alterare la concorrenza prima del perfezionamento di fusioni e acquisizioni di rilevanza europea. L'esperienza maturata nei primi anni di applicazione ha confermato l'utilità della fase di prenotifica, che ha favorito un dialogo preventivo con le imprese, migliorando la qualità delle notifiche e riducendo le criticità istruttorie.

Il secondo ambito concerne gli appalti pubblici di elevato valore economico. La Commissione segnala di aver esaminato oltre 5.000 comunicazioni relative a procedure di gara, riuscendo a garantire che le amministrazioni aggiudicatrici potessero procedere all'affidamento di beni e servizi essenziali senza ritardi significativi. Anche in questo settore, pur registrandosi un numero limitato di prenotifiche formali, l'attività di assistenza fornita alle imprese e alle autorità pubbliche ha contribuito a rendere il sistema operativo.

Il terzo ambito è rappresentato dai poteri di intervento d'ufficio ("ex officio"), che consentono alla Commissione di avviare indagini anche in assenza di notifiche obbligatorie. In tale contesto assumono particolare rilievo le prime due indagini approfondite recentemente aperte, riguardanti rispettivamente il settore dei sistemi di rilevamento delle minacce e quello dell'energia eolica, considerate casi emblematici dell'approccio investigativo adottato dall'istituzione europea.

Parallelamente agli elementi positivi, la consultazione pubblica condotta con operatori economici, consulenti e autorità nazionali ha evidenziato alcuni aspetti critici.

E' emerso, infatti, un l'elevato onere amministrativo derivante dalla raccolta e dalla comunicazione dei dati relativi ai Foreign Financial Contributions (FFC), ossia ai contributi finanziari provenienti da Paesi terzi. Sono inoltre state segnalate la complessità di alcune procedure istruttorie, la durata delle indagini, l'incertezza circa l'esercizio dei poteri di "call-in" della Commissione nelle concentrazioni inferiori alle soglie di notifica e la necessità di una maggiore chiarezza sugli obblighi dichiarativi e sulla prassi applicativa.

Alla luce di tali rilievi, la Commissione ha annunciato l'avvio di una revisione mirata del quadro procedurale.

Per quanto riguarda le concentrazioni, le modifiche prospettate comprendono l'innalzamento della soglia di fatturato che determina l'obbligo di notifica mediante atto delegato, l'introduzione di procedure semplificate per determinate operazioni o categorie di contributi finanziari esteri, l'aumento delle soglie di comunicazione dei Foreign Financial Contributions e l'estensione delle esenzioni dall'obbligo di dichiarazione per i contributi ritenuti meno suscettibili di produrre effetti distorsivi.

Nel settore degli appalti pubblici, la Commissione intende semplificare i modelli di notifica e dichiarazione, rivedere il sistema delle richieste di esenzione, chiarire gli obblighi informativi relativi ai contributi finanziari meno rilevanti e definire con maggiore precisione i diritti e i doveri delle imprese e delle stazioni appaltanti, anche con riguardo alla gestione delle informazioni riservate e all'accesso agli atti.

Le proposte saranno pubblicate nell'autunno del 2026 per la consultazione degli stakeholder, mentre l'adozione definitiva delle modifiche è prevista nel corso del 2027.