• Privacy - Dati giudiziari

GDPR e banche dati delle sentenze penali online: la CGUE restringe la nozione di "scopi giornalistici" e rafforza la tutela degli interessati

14 luglio 2026

L'articolo 85 del GDPR non consente agli Stati membri di introdurre deroghe ulteriori rispetto a quelle espressamente previste dal regolamento per trattamenti diversi da quelli effettuati a scopi giornalistici, artistici, letterari o accademici. La mera messa a disposizione del pubblico, tramite Internet e dietro pagamento, di sentenze penali contenenti dati personali non costituisce, di per sé, attività giornalistica. Affinché ricorra la deroga prevista dall'articolo 85, paragrafo 2, è necessario che il trattamento persegua finalità di informazione mediante un'effettiva attività editoriale, caratterizzata da selezione, elaborazione o adattamento delle informazioni, dal rispetto delle regole deontologiche del giornalismo e dalla verifica delle affermazioni fattuali. 
  • Privacy - Dati sanitari

Lotta al doping e GDPR: la CGUE si pronuncia su trasparenza sportiva, dati sensibili e principio di proporzionalità

14 luglio 2026

La pubblicazione online dei dati identificativi degli atleti professionisti sanzionati per doping, unitamente alla durata e ai motivi della squalifica, rientra pienamente nell’ambito di applicazione del GDPR. Sebbene tale trattamento persegua un obiettivo di pubblico interesse legittimo e possa essere imposto per legge, l'ordinamento nazionale non può escludere in modo indifferenziato una valutazione caso per caso: i titolari del trattamento devono poter bilanciare individualmente gli interessi in gioco prima della diffusione online, per evitare gravi e sproporzionate ingerenze nella vita privata.
  • Privacy - Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale: il Garante privacy sanziona Character.AI. per criticità rilevate anche nella tutela dei minori e nei sistemi di verifica dell'età

14 luglio 2026

Con un recente provvedimento, il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato per 158mila euro la società statunitense che gestisce il servizio di intelligenza artificiale generativa Character.AI che consente agli utenti, anche minorenni, di creare e interagire via chat con personaggi virtuali.
FOCUS
  • Privacy - Data breach

L’Authority britannica (ICO) sanziona un gestore di acqua per carenze strutturali di sicurezza che hanno portato alla violazione dei dati di più di 600.000 interessati

8 luglio 2026

di Jacopo Purificati "A differenza di tanti altri scenari, dove l’Authority interviene sulla base di reclami o segnalazioni degli interessati o anche d’ufficio, ma per violazioni sostanzialmente determinate dal titolare del trattamento, nel caso di un attacco informatico come quello in narrativa occorre chiedersi quanta responsabilità possa essere effettivamente imputata all’organizzazione colpita e quanta, invece, deve restare in capo agli hacker autori degli attacchi".
  • Concorrenza - Abuso di posizione dominante

Abuso di posizione dominante nel mercato digitale: la CGUE conferma la sanzione a Google nel caso Android

8 luglio 2026

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto l’impugnazione proposta da Google e dalla sua società madre Alphabet contro la sentenza del Tribunale UE, confermando la sanzione inflitta dalla Commissione Europea per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.
  • Concorrenza - Aiuti di Stato

Il Tribunale UE conferma la legittimità del regime italiano di aiuti di Stato Covid-19 a favore delle compagnie aeree

8 luglio 2026

Il Tribunale dell'Unione Europea ha respinto il ricorso di Ryanair, dichiarando compatibili con il mercato interno i sussidi destinati ai vettori in possesso di una licenza rilasciata dalle autorità italiane e convalidando il requisito del rispetto del trattamento retributivo minimo previsto dal CCNL del trasporto aereo.
  • Tutela dei consumatori - Clausole vessatorie e abusive

Cosa cambia dopo l’ordinanza della Cass. 20945/2026: i limiti al flag nei contratti online

8 luglio 2026

di Andrea Bernasconi e Francesca Folla La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20945 del 20 giugno 2026, si è pronunciata in materia di clausole vessatorie nei contratti B2B online, chiarendo che la mera "flaggatura" per accettazione delle clausole vessatorie non è sufficiente a integrare la specifica approvazione scritta richiesta dall’art. 1341, comma 2, c.c..