• Concorrenza - Aspetti generali

17 luglio 2018

Accordo tra l'Unione europea e il Giappone per un partenariato economico - 17 luglio 2018 (Tokyo)

L'Accordo tra l'Unione europea e il Giappone per un partenariato economico, firmato a Tokyo il 17 luglio 2018, è stato approvato dall'Unione europea con decisione 20 dicembre 2018, n. 2018/1907, pubblicata in G.U.U.E. 27 dicembre 2018, n. L 330 ed è in vigore dal 1° febbraio 2019

(Accordo 17/07/2018, pubblicato in G.U.U.E. 27 dicembre 2018, n. L 330)

Si riporta il Capo 11 dell'Accordo relativo alla Politica della concorrenza mentre per le restanti disposizioni si rinvia al testo integrale dell'Accordo.

 

PREAMBOLO

L'UNIONE EUROPEA e il GIAPPONE (di seguito «le parti»),

CONSAPEVOLI di avere instaurato da tempo un solido partenariato fondato sui principi e sui valori comuni, nonché dell'importanza delle loro relazioni economiche, commerciali e di investimento;

RICONOSCENDO l'importanza di rafforzare le loro relazioni economiche, commerciali e di investimento conformemente all'obiettivo di uno sviluppo sostenibile nelle sue dimensioni economica, sociale e ambientale, e di promuovere gli scambi e gli investimenti tra loro nel rispetto delle esigenze delle comunità imprenditoriali di ciascuna parte, in particolare delle piccole e medie imprese, nonché di assicurare livelli elevati di tutela dell'ambiente e del lavoro tramite le pertinenti norme internazionalmente riconosciute e gli accordi internazionali di cui entrambe le parti sono firmatarie;

RICONOSCENDO il contributo del presente accordo al miglioramento del benessere dei consumatori tramite politiche che assicurano un livello elevato di tutela dei consumatori e di benessere economico;

COMPRENDENDO che il contesto globale dinamico e in rapido mutamento, risultato della globalizzazione e della maggiore integrazione tra le economie mondiali, presenta numerose nuove sfide e opportunità economiche per le parti;

RICONOSCENDO che le loro economie sono dotate di condizioni che le rendono reciprocamente complementari e che detta complementarità dovrebbe contribuire a promuovere ulteriormente lo sviluppo degli scambi e degli investimenti tra le parti facendo leva sui rispettivi punti di forza economici tramite attività commerciali e di investimento bilaterali;

RITENENDO che la creazione di un quadro chiaramente definito e sicuro per gli scambi e gli investimenti, tramite norme reciprocamente vantaggiose per disciplinare gli scambi e gli investimenti tra le parti, accrescerebbe la competitività delle loro economie, renderebbe i loro mercati più efficienti e dinamici e assicurerebbe un contesto commerciale prevedibile per l'ulteriore espansione degli scambi e degli investimenti tra loro;

RIAFFERMANDO la loro adesione alla Carta delle Nazioni Unite e considerando i principi sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;

RICONOSCENDO l'importanza della trasparenza negli scambi e negli investimenti internazionali a beneficio di tutte le parti interessate;

INTENZIONATI a stabilire norme chiare e reciprocamente vantaggiose per la disciplina degli scambi e degli investimenti tra le parti e a ridurre o eliminare le barriere agli scambi e agli investimenti;

DETERMINATI a contribuire allo sviluppo armonioso e all'espansione degli scambi e degli investimenti internazionali eliminando gli ostacoli per mezzo del presente accordo, nonché a evitare la creazione di nuove barriere agli scambi o agli investimenti tra le parti che potrebbero ridurre i benefici derivanti dal presente accordo;

BASANDOSI sui rispettivi diritti e obblighi derivanti dall'accordo OMC e da altri accordi multilaterali, regionali e bilaterali di cui entrambe le parti sono firmatarie;

e DETERMINATI a stabilire un quadro giuridico per rafforzare il loro partenariato economico,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE: 

 

(Omissis)

 

CAPO 11

POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

ARTICOLO 11.1

Principi

Le parti riconoscono l'importanza di una concorrenza libera e leale nelle loro relazioni commerciali e di investimento. Le parti riconoscono che le pratiche anticoncorrenziali sono potenzialmente in grado di falsare il corretto funzionamento dei mercati e di compromettere i vantaggi derivanti dalla liberalizzazione degli scambi e degli investimenti.

 

ARTICOLO 11.2

Pratiche anticoncorrenziali

Al fine di realizzare gli obiettivi del presente accordo ciascuna parte, conformemente alle proprie disposizioni legislative e regolamentari, adotta le misure che ritiene appropriate contro le pratiche anticoncorrenziali.

 

ARTICOLO 11.3

Quadro legislativo e regolamentare

1. Ciascuna parte mantiene in vigore il proprio diritto della concorrenza, che si applica a tutte le imprese in tutti i settori dell'economia e affronta in modo efficace le seguenti pratiche anticoncorrenziali: a) per l'Unione europea: i) gli accordi tra imprese, le decisioni di associazioni di imprese e le pratiche concordate che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, limitare o falsare il gioco della concorrenza; ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante; e iii) le fusioni di imprese o concentrazioni tra imprese che ostacolino in modo significativo una concorrenza effettiva; e b) per il Giappone: i) il monopolio privato; ii) un'ingiustificata restrizione degli scambi; iii) le pratiche commerciali sleali; e iv) le fusioni o acquisizioni che limitino sostanzialmente la concorrenza in un determinato settore del commercio. 27.12.2018 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 330/103 2. Ciascuna parte applica il proprio diritto della concorrenza a tutte le imprese, private o pubbliche, che svolgono attività economiche. Tale disposizione non impedisce alle parti di prevedere deroghe al proprio diritto della concorrenza, purché tali deroghe siano trasparenti e limitate a quanto necessario per garantire l'interesse pubblico. Tali deroghe non vanno oltre quanto strettamente necessario per conseguire gli obiettivi di interesse pubblico definiti da tale parte. 3. Ai fini del presente capo, per «attività economiche» si intendono le attività relative all'offerta di beni e servizi su un mercato.

 

ARTICOLO 11.4

Indipendenza operativa

Ciascuna parte mantiene un'autorità indipendente sotto il profilo operativo, responsabile e competente per l'efficace applicazione del proprio diritto della concorrenza.

 

ARTICOLO 11.5

Non discriminazione

Nell'applicare il proprio diritto della concorrenza, ciascuna parte rispetta il principio di non discriminazione per tutte le imprese, indipendentemente dalla nazionalità e dal tipo di proprietà delle imprese.

 

ARTICOLO 11.6

Equità procedurale

Nell'applicare il proprio diritto della concorrenza, ciascuna parte rispetta il principio di equità procedurale per tutte le imprese, indipendentemente dalla nazionalità e dal tipo di proprietà delle imprese.

 

ARTICOLO 11.7

Trasparenza

Ciascuna parte applica il proprio diritto della concorrenza in maniera trasparente. Ciascuna parte promuove la trasparenza nella propria politica della concorrenza.

 

ARTICOLO 11.8

Cooperazione in materia di applicazione della legge

1. Al fine di conseguire gli obiettivi del presente accordo e contribuire all'efficace applicazione del diritto della concorrenza di ciascuna parte, le parti riconoscono che è nel loro interesse comune promuovere la cooperazione e il coordinamento fra le autorità garanti della concorrenza riguardo agli sviluppi della politica della concorrenza e delle attività di applicazione della legge in materia di concorrenza nel quadro dell'accordo tra la Comunità europea e il governo del Giappone per la cooperazione in materia di atti anticoncorrenziali, concluso a Bruxelles il 10 luglio 2003 (di seguito nel presente capo «accordo per la cooperazione in materia di atti anticoncorrenziali»). 2. Al fine di agevolare la cooperazione e il coordinamento di cui al paragrafo 1, le autorità garanti della concorrenza delle parti possono scambiarsi o trasmettersi in altro modo informazioni nel quadro dell'accordo per la cooperazione in materia di atti anticoncorrenziali.

 

ARTICOLO 11.9

Risoluzione delle controversie

Le disposizioni del presente capo non sono soggette alla risoluzione delle controversie a norma del capo 21. 

 

(Omissis)