di Ilaria Gargiulo
Divieto di sfruttamento della paura in pubblicità, ingannevolezza e onere della prova, competenza dell’organo decisionale del sistema autodisciplinare: sono diversi i temi affrontati in un recente caso deciso dal Giurì.
Il Garante per la protezione dei dati personali, seppure con qualche osservazione, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto che individua le categorie e le finalità dei trattamenti di dati, connessi alla lotta all’evasione fiscale, per i quali viene limitato l’esercizio dei diritti dei contribuenti.
Con 3 provvedimenti del 25 novembre 2021, il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto in materia di marketing selvaggio, sanzionando la società committente (B&T), quella forntirice del servizio di marketing (Aimon) ed una terza società detentrice della banca dati di potenziali clienti (Runwhip).
di Martina Mazzei
La Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito la portata e l'interpretazione del D.L. n. 132/2021 con riferimento alle modifiche apportate all'art. 132 del Codice della privacy.
Il Garante per la protezione dei dati personali, al fine di stabilire le priorità in relazione alle risorse disponibili, ha definito l'attività ispettiva di iniziativa curata dal proprio ufficio, anche in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, nel periodo gennaio-giugno 2022.
Per celebrare la Giornata della protezione dei dati, che come ogni anno viene celebrata il 28 gennaio, il Garante europeo (European Data Protection Supervisor - EDPS) ha realizzato un'infografica sui diritti della persona quando i propri dati vengono elaborati da un'istituzione dell'Unione Europea.
Con la decisione del 27 gennaio 2022 la Commissione europea ha approvato un regime da 3,8 miliardi di euro che l'Italia ha messo a disposizione attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (PNRR) per la diffusione di reti gigabit ad alte prestazioni in zone del paese in cui non esistono attualmente né sono previste reti in grado di fornire una velocità di download di almeno 300 megabits al secondo (Mbps).
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso 6 procedimenti avviati nei confronti di 9 società che hanno messo in atto pratiche commerciali aggressive e ingannevoli, iscrivendo nelle proprie banche dati microimprese che non ne avevano fatto richiesta e pretendendo il pagamento di ingenti somme di denaro come corrispettivo.