di Claudia Dierna
Il Tribunale di Roma, interpellato in una controversia incentrata su una richiesta di un soggetto di deindicizzare il proprio nominativo dal portale “SentenzeWeb” della Cassazione, al fine di individuare le coordinate ermeneutiche necessarie per decidere ha richiamato la disciplina codicistica (gli artt. 51 e 52 del Codice Privacy), il parere del Garante per la protezione dei dati personali datato 2 dicembre 2010 (c.d. “Linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica”) ed infine la giurisprudenza della Cassazione. Determinante per la risoluzione del caso è stato accertare l'eventuale presenza di “motivi legittimi” idonei a fondare la richiesta di anonimizzazione.









