di Jacopo Purificati
"Il relatore della CNIL ha chiarito che la criticità non risiede nel fatto che un medico possa accedere ai dati attraverso i servizi telematici suddetti e trasmetterli nella cartella informatizzata del paziente, ma nella circostanza per cui, al momento della trasmissione da parte del medico, tali informazioni sono trasmesse in automatico alla Società, e vengono conservati nella cartella clinica informatizzata di Crossway per ben 12 mesi. Non è quindi possibile, per il sanitario, consultare tali dati senza che gli stessi siano ogni volta estratti in automatico tramite Crossway".